Zoom o focale fissa – seconda parte

Fotocamera Hasselblad, obiettivo normale

Come già affermato nel post precedentemente dedicato all’argomento, considero indispensabile per il fotografo la piena consapevolezza che le diverse lunghezze focali, ovvero le diverse possibili regolazioni dello zoom, determinano un modo diverso di riprodurre la scena fotografata, di rendere lo spazio e la sua profondità.

  • Il grandangolo non è lo strumento che permette di stipare un sacco di cose nello stesso fotogramma bensì un modo di dilatare lo spazio, di dare un respiro artificialmente più ampio alla scena fotografata.
  • Il teleobiettivo non è solo l’arnese ottico che permette di fotografare da lontano la vecchietta nepalese senza farsi notare bensì uno strumento utile a comprimere i vari piani della scena e a limitare l’ampiezza dello sfondo.
  • Il “normale” non è solamente l’obiettivo che usavano i nonni, un ottica antica da rottamare, magari, visti i tempi, insieme ai suoi utilizzatori. È invece lo strumento ottico più onesto e schietto che si possa usare per fare fotografia, uno strumento che non ti regala nulla che tu non sappia conquistare con la tua capacità di osservare la realtà e comporla nel fotogramma.

Gli zoom

Lo zoom è indubbiamente uno strumento utilissimo, comodo, prezioso per la flessibilità operativa che offre, ma va utilizzato con intelligenza e piena padronanza di ciò che può fare.
È anche uno “strumento del diavolo”, concedetemi la battuta, in quanto induce facilmente alla tentazione di usarlo in maniera impropria, cioè per risparmiarci la fatica di muoverci rispetto al soggetto, per fare l’inquadratura restando inchiodati nel posto dove abbiamo provato la sollecitazione a fotografare.
L’uso intelligente a cui mi riferisco è semplicemente quello di considerarlo una serie di obiettivi a focale fissa inglobati in un corpo unico, da regolare prima di cominciare a comporre, sulla base della resa prospettica prescelta.

Esempi

Osservate le immagini di esempio di questa galleria

Esercizio

Se volete accelerare l’acquisizione di questa modalità di utilizzo dello zoom dedicate qualche uscita fotografica al seguente esercizio, che sempre suggerisco nei miei corsi:

  • Regolate lo zoom (per esempio uno standard 18/55 mm) sulla focale minima e per un quarto d’ora, mezz’ora se avete più tempo a disposizione, non toccate più la ghiera e cominciate ad esplorare il luogo (mettiamo che sia la piazza della vostra città) con l’occhio del grandangolo, fino ad assimilarne la visione, muovendovi avanti e indietro per includere o escludere le porzioni della scena desiderate. Ovviamente scattate tutte le volte che vi pare opportuno.
  • Regolate lo zoom sulla focale normale (fra 30 e 35 mm per una reflex APS) e imponetevi di non variare l’angolo per lo stesso lasso di tempo.
  • Fate lo stesso esercizio impostando la focale più lunga, 55 mm, corrispondente a un piccolo teleobiettivo.

Vi assicuro che sarà un’esperienza molto interessante e molto proficua per la vostra crescita di fotografi perché favorirà la vostra padronanza della componente prospettica della rappresentazione fotografica.

Gli obiettivi a focale fissa

Cosa offrono gli obiettivi a focale fissa in più e in meno rispetto agli zoom?
Per riassumere sinteticamente i vantaggi e gli svantaggi dei due tipi di obiettivi vi propongo la seguente tabella:

 

ZOOMOTTICA FISSA
VOLUME E PESOPiù ingombrante e pesante rispetto al singolo obiettivo fisso ma decisamente più vantaggioso se confrontato con un corredo di tre ottiche fisse che coprano l’equivalente escursione focalePreso singolarmente l’obiettivo a focale fissa è spesso più leggero e più piccolo della media degli zoom ma se si sommano il peso e l’ingombro di un 18 mm + 35 mm + 50 mm fissi …. non c’è gara!
LUMINOSITÀGli zoom più luminosi (per apparecchi reflex) arrivano ad un apertura massima di f 2.8, negli esemplari più costosi e pesantiLe ottiche fisse raggiungono luminosità impensabili per gli zoom: f 1.2 (per il 50 mm e l’85 mm), con una possibilità moltiplicata di giocare con lo sfocato.
QUALITÀ OTTICA (*)Negli ultimi anni la qualità ottica degli zoom ha fatto passi da gigante ma si riscontra sempre una discontinuità nella resa alle varie focaliMediamente la qualità delle ottiche fisse è buona o molto buona, talvolta eccellente. Spesso, bisogna ammettere, i progetti ottici sono alquanto datati e potrebbero essere sicuramente migliorati se per le case produttrici valesse la pena investire in quella direzione
OPERATIVITÀLo zoom fa risparmiare tempo in fase di ripresa permettendo un'istantanea regolazione della focaleL’obiettivo fisso costringe a una macchinosità che, soprattutto per le giovani generazioni, risulta fastidiosa e incomprensibile
APPROCCIO MENTALEEcco un terreno in cui lo zoom risulta perdente: la possibilità di cambiare continuamente l’angolo di ripresa genera una nevrosi che porta frequentemente il fotografo “immaturo” a smanettare con la ghiera fino a perdere il senso di quello che sta facendoQuesto è il terreno vincente dell’obiettivo a focale fissa: nessuna frenesia, una pacata e limpida consapevolezza della visione che ogni obiettivo propone, un naturale invito a cercare il punto di ripresa più favorevole spostandosi nello spazio, facendo così scoprire nuove opportunità compositive.

 

Conclusione

Chi, attraverso l’esperienza e la riflessione, arriva a capire in profondità cosa significa cambiare lunghezza focale, può usare tutti gli obiettivi del mondo sapendone sfruttare le specifiche caratteristiche e controllandone gli eventuali difetti. Mi sento comunque di suggerire di aggiungere al proprio corredo almeno un ottica fissa (un 50 o un 35 mm) che diventa un “maestro” di fotografia sempre disponibile.

 

4 risposte a Zoom o focale fissa – seconda parte

  • Matteo scrive:

    Salve è la prima volta che leggo i vs commenti e li ho trovati interessanti. Sono un fotografo di vecchio stampo, che ha lavorato con reflex Zemza Bronica 6×6 e mamiya M645, utilizzando un 70mm, fisheye, ed un 28mm. Sono andato avanti così. Da un po di tempo ora utilizzo una Canon EOS 30d con uno zoom Canon 17/85- 4/5,6 ed un 50 f1,8. Premetto che oltre a foto di cerimonia ultimamente mi ritrovo a fotografare concerti e spettacoli teatrali. Il mio attuale 17/85 è in riparazione e quindi vorrei comprarne un altro. Come tu sai le condizioni in uno spettacolo cambiano e quindi ti ritrovi continuamente a fare primi piani o angoli ampi. Come si fa a cambiare continuamente obiettivo? Di contro a volte c’è poca luce, quindi mi riesce difficile fare una scelta che nn sia eccessivamente costosa. Cosa mi consigli? Mi avevano prospettato un Tamron 70/300.4/5,6 oppure Tamron 18/200-3,5/6,3. Grazie tante.

  • RF27 scrive:

    In edicola questo mese, segnalo un ottimo numero monografico della rivista “Progresso Fotografico” (num 21) dedicato all’utilizzo del grandangolo.
    Da valutare anche i numeri precedenti sulla fotografia di paesaggio (num. 18) e sullo speciale ritratto (num. 17).
    rf

  • stefano campo scrive:

    Ottimo articolo Adriano.
    Personalmente trovo indispensabile nel raccontare un evento l’uso del grandangolo.Il 24-28 ti fa entrare nella scena e ti fa vedere le cose da un punto privilegiato.

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